Rete nella Memoria

Condividere e pensare

Per Spizzichino Settimia

Storie interrotte

SPIZZICHINO SETTIMIA nata a Roma il 15.4.1921, figlia di Mosè e Di Segni Grazia. Ultima residenza nota Roma, arrestata a ROMA IL 16.10.1943 dai tedeschi, Detenuta a ROMA al collegio militare, Deportata il 18.10.1943 ad AUSCHWITZ. Matr. N. 66210.

Liberata a Bergen Belsen il 15.4.1945

 

Cara, carissima Settimia,

è ormai passato un po’ da quando, con il cuore in mano, ho visitato il luogo nel quale hai trascorso gli anni più devastanti della tua vita. Avrei voluto scriverti prima, ma da quando sono tornata a casa ho cercato di reprimere i pensieri, le immagini, i ricordi. Non sono forte quanto te, che anche dopo due anni passati a patire quelle sofferenze, con tutto il coraggio che ti era rimasto, hai deciso di rielaborare il tuo dolore nella condivisione di quanto ti era ingiustamente accaduto.

Auschwitz, un nome che già a pronunciarlo mette i brividi.

Quelle capanne, quegli spazi nei quali mi sentivo non solo fuori luogo, ma anche di troppo. Camminare sul terreno che ha visto la morte di quasi 2 milioni di persone. Come hai potuto sopravvivere alle privazioni fisiche alle quali sei stata sottoposta? Tavole di legno adibite a letti sulle quali cadeva pioggia, neve e fango! Ma soprattutto come hai potuto resistere vedendo svanire nel vuoto la tua famiglia? Non riesco ad entrare pienamente nella tua vicenda, io che attraversando quei luoghi ho subito avvertito forte la lontananza dalla mia. Sentivo di aver bisogno di una parola di conforto, di un abbraccio che ho trovato negli occhi delle mie compagne e dei miei insegnanti, con i quali ho fatto questa esperienza di rimemorazione, da tempo desiderata.

Avrei voluto vederti, il giorno del tuo compleanno, il 15 aprile del 1945, libera finalmente da quelle recinsioni che ti bloccavano il corpo e l’anima. Vederti forse sorridere dopo due anni e mezzo, all’arrivo degli alleati, degli ‘amici’. In quel momento non eri più un numero, in effetti non lo sei mai stata.

 

Ti ricordo,

Lucrezia

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